Quali sono le differenze tra un raffrescatore evaporativo e un climatizzatore tradizionale?

Riuscire a garantire ai propri dipendenti un ambiente di lavoro fresco, salubre e confortevole è uno degli obiettivi che si pone ogni imprenditore, in quanto consapevole dell’importanza di tutelare la salute dei propri collaboratori.
È risaputo, infatti, che in uno spazio lavorativo in cui la temperatura è costantemente sotto controllo, migliora il benessere psicofisico del personale e, di conseguenza, aumenta anche la produttività dell’azienda.

Le soluzioni presenti nel mercato per la climatizzazione estiva di capannoni industriali, magazzini, hangar e via dicendo sono molteplici, ma possono essere raggruppate in due categorie principali: raffrescamento evaporativo e condizionamento a ciclo frigorifero.

Prima di addentrarci nello scoprire quali sono le principali differenze tra un sistema di raffrescamento ad aria e un impianto di climatizzazione andiamo a capire meglio cosa vuol dire raffrescamento adiabatico e cosa significa invece condizionamento con gas refrigerante.

Raffrescamento evaporativo: cos’è?

Il raffrescamento evaporativo per raffrescare l’aria sfrutta il principio naturale dell’evaporazione dell’acqua, quest’ultima, infatti, funge da refrigerante naturale.
Le singole unità prelevano l’aria calda dall’esterno, che grazie all’azione di un ventilatore, passa attraverso dei pannelli alveolari intrisi d’acqua, alla quale cede inevitabilmente parte del suo calore, abbassandosi anche di ben 5 °C.
L’aria viene quindi filtrata, raffrescata e poi immessa nell’ambiente di lavoro a temperature più confortevoli.

Grazie a questo principio, l’impianto di raffrescamento adiabatico può tranquillamente essere utilizzato con porte e finestre aperte, migliorando le sue prestazioni e riuscendo a garantire un continuo ricambio d’aria utile a diminuire la diffusione di virus e batteri all’interno delle aree di lavoro, nonché l’eliminazione di odori e polveri che derivano dalle lavorazioni.

funzionamento raffrescatore evaporativo

Se desideri avere maggiori informazioni sul funzionamento e i vantaggi del raffrescamento evaporativo potrebbe interessanti questo articolo:

Raffrescamento evaporativo:
cos'è, come funziona e perché sceglierlo. 

Come funziona invece un sistema di condizionamento?

Il condizionatore per il suo funzionamento si basa, invece, sull’azione frigorifera di un gas refrigerante contenuto in un circuito chiuso e messo in circolazione attraverso l’utilizzo di una pompa.
L’aria, perciò, viene raffreddata entrando in contatto con una serpentina nella quale scorre gas refrigerante.
In questo modo, l’aria percepita è sicuramente più fredda rispetto a quella raffrescata dall’acqua, ma al tempo stesso perde gran parte della sua naturale umidità, diventando, quindi, più secca.

Per un corretto funzionamento e per delle prestazioni ottimali, come sappiamo, questa tipologia di sistema deve agire in un ambiente nel quale porte e finestre rimangono chiuse: questo comporta una mancanza di ricircolo d’aria e un conseguente aumento di diffusione di agenti patogeni o sostanze che possono intaccare la salute dei dipendenti.

Le principali differenze tra un raffrescamento adiabatico e un condizionamento a ciclo frigorifero.

Ora che abbiamo capito cosa distingue in termini di funzionamento un raffrescatore evaporativo da un sistema di condizionamento, andiamo a scoprire più a fondo quali sono le principali differenze in termini di comfort e risparmio energetico.

  • Emissioni di CO2 e sostenibilità ambientale

Il sistema di raffrescamento evaporativo produce ridotte emissioni di CO2: grazie all’utilizzo del principio dell’evaporazione dell’acqua le emissioni di anidride carbonica sono praticamente quasi nulle, rispetto a quelle prodotte invece da un impianto di condizionamento.
Quest’ultimo, infatti, espelle un’elevata percentuale di emissioni di CO2 nell’ambiente esterno, causate dall’utilizzo costante di gas refrigerante per il suo funzionamento.

In questo senso il raffrescamento adiabatico rappresenta la soluzione più sostenibile e attenta alla tutela dell’ambiente per la climatizzazione estiva di ambienti di lavoro dalle medio – grandi dimensioni.

  • Influenza del clima esterno

Il raffrescamento adiabatico è influenzato dal clima esterno: la quantità di freddo prodotta varia a seconda delle condizioni climatiche, ciò nonostante, l’aspetto fondamentale da tenere in considerazione è che il consumo di energia per un funzionamento efficace rimane comunque invariato.

Sulla base di quando detto nelle righe precedenti, possiamo affermare che un impianto di raffrescamento è ideale in climi principalmente caldi e asciutti.

Il vantaggio di un condizionatore tradizionale è che non viene influenzato dal clima esterno, per questo motivo è efficace in qualsiasi clima.
Al variare delle condizioni climatiche, infatti, le sue prestazioni rimangono costanti durante l’arco della giornata. Tuttavia, al crescere della temperatura esterna aumenta il consumo di energia elettrica impiegata per il suo funzionamento.

  • Ricambi d’aria

Come abbiamo accennato in precedenza con un impianto di raffrescamento l’aria risulta essere più fresca e soprattutto pulita, in quanto può essere effettuato un costante ricambio d’aria grazie alla possibilità di mantenere porte e finestre aperte durante l’orario di lavoro. Questo permette ai dipendenti di sentire molto meno l’affaticamento e la stanchezza, migliorando di conseguenza la loro concentrazione e la produttività.

Dall’altra parte con un sistema di condizionamento i ricambi d’aria sono pressoché minimi, in quanto per non andare ad incidere sul suo corretto funzionamento porte e finestre devono restare chiuse.
Così facendo l’aria all’interno dell’ambiente di lavoro tende a diventare più pesante e viziata, favorendo la divulgazione di virus, batteri, polveri e odori.

Il personale, di conseguenza, potrebbe accusare più facilmente stanchezza e affaticamento ed essere più propenso ad ammalarsi, anche a causa del forte sbalzo termico che si tende ad avere tra l’interno dei capannoni industriali e l’esterno durante il periodo estivo.

  • Umidità

Il raffrescamento adiabatico permette all’aria di passare attraverso dei pannelli ricchi d’acqua, la quale arricchisce l’aria con la giusta percentuale di umidità, rendendo l’ambiente più fresco e salubre, garantendo il benessere psicofisico dei dipendenti ed eliminando lo stress da calore all’interno di fabbriche, capannoni industriali e magazzini.

Con un impianto di condizionamento invece si tende a rimuovere l’umidità presente nell’aria, rendendola più asciutta e secca, provocando spesso una sensazione di secchezza alla gola.

  • Manutenzione

Un ulteriore vantaggio del raffrescamento è rappresentato dalla manutenzione.
Questa tipologia di impianto non richiede una manutenzione costante, ma bastano semplicemente due interventi l’anno: una preferibilmente con l’arrivo della stagione estiva e quindi con il primo avviamento e una a fine stagione, prima della messa fuori servizio invernale.

Un condizionatore invece necessita di manutenzione periodica per controllare lo stato del gas refrigerante e la pulizia dei filtri, per evitare che sporcizia e batteri si accumulino al loro interno.

Scegli un impianto efficace e sostenibile che ti permetta di creare un ambiente di lavoro sano e confortevole per i tuoi collaboratori ma che al tempo stesso ti aiuti a risparmiare energia elettrica

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