Faq riscaldamento radiante
Il riscaldamento radiante industriale è una tecnologia che offre comfort e risparmio energetico riscaldando direttamente superfici e persone, senza dover trattare grandi volumi d’aria. In questa sezione chiariremo le differenze con il riscaldamento ad aria calda, i vantaggi principali e le applicazioni ideali.
Il riscaldamento ad irraggiamento è un fenomeno naturale di trasmissione dell’energia da un corpo a temperatura più alta ad un corpo a temperatura più bassa.
Nel dettaglio, viene emessa energia sotto forma di onde elettromagnetiche, la cui intensità dipende dalla temperatura del corpo emittente. Essa viene assorbita dai corpi riceventi (persone, macchine, pavimento, pareti, scaffali, ecc…), che vengono quindi riscaldati.
Gli impianti vengono appesi al soffitto e/o alle pareti dell’ambiente da riscaldare, in modo tale da colpire direttamente e senza dispersioni il pavimento, i macchinari e le persone alle quali si desidera far arrivare il calore. Vengono fatti i calcoli appropriati in modo tale da concentrare il flusso solo dove serve, così da rendere l’impianto il più efficace ed efficiente possibile riducendo al tempo stesso il consumo elettrico e di combustibile.
I vantaggi sono molteplici: più comfort nel luogo di lavoro, minori dispersioni di calore nell’ambiente (l’aria calda va verso l’alto mentre l’irraggiamento viene concentrato nella zona desiderata), luoghi più salubri e sani (non sono presenti correnti d’aria e sollevamento di polveri), e maggiore sostenibilità rispetto ad un impianto a convezione.
Se ci sono pochi ricambi d’aria all’interno dell’ambiente di lavoro, la soluzione più efficace per riscaldare capannoni di altezza inferiore ai 10 metri è rappresentata dalle termostrisce radianti e dai nastri radianti. Altra soluzione ottimale, in questo caso, è rappresenta dai moduli a tubi radianti.
Se invece si dispone di un’altezza superiore ai 10 metri con pochi ricambi d’aria le soluzioni possono essere: i diffusori radianti, i nastri radianti a gas, le termostrisce, i moduli a tubi radianti.
Ogni caso viene poi studiato singolarmente perciò per avere informazioni più dettagliate e che rispondano alle tue esigenze ti consigliamo di contattarci. I nostri tecnici saranno a tua completa disposizione per darti tutte le specifiche di cui hai bisogno.
Il riscaldamento radiante conviene quando l’obiettivo è riscaldare persone e postazioni di lavoro a “quota uomo” con efficienza e comfort, specialmente in ambienti con altezze significative e dove si vuole limitare la stratificazione. Se invece servono risposte molto rapide su grandi volumi o è necessario riscaldare l’aria per motivi di processo/ricambio d’aria frequente, i sistemi ad aria calda possono risultare più pratici e meno costosi in installazione. La scelta va valutata su: uso del locale, frequenza di apertura portoni, profilo orario e costi energetici.
Il dimensionamento parte da: calcolo delle dispersioni termiche (perdite per involucro e ventilazione), altezza utile, temperatura interna desiderata, posizioni operative, numero e frequenza di aperture, e carichi termici interni. Da questi dati si ricava la potenza utile richiesta a quota uomo e la configurazione (numero e potenza dei pannelli, distribuzione). Il progetto idraulico e la regolazione (zone, termostati locali, controllo per fasce orarie) sono fondamentali per ottenere efficienza e comfort.
La manutenzione è generalmente più ridotta rispetto a sistemi basati su ventilazione forzata, ma non inesistente: controllo della tenuta idraulica, verifica pompe e valvole, controllo isolamento tubazioni e giunti, pulizia delle superfici emittenti quando necessario e controllo del corretto funzionamento del sistema di regolazione.
Il riscaldamento ad irraggiamento mantiene il vantaggio di riscaldare superfici e persone, ma le aperture frequenti riducono l’efficacia perché aumentano le dispersioni e modificano il bilancio termico: in questi casi conviene combinare il sistema radiante con soluzioni miste (es. tubi radianti + porte a tenuta rapida e barriere d’aria in corrispondenza dei portoni). La progettazione deve quindi prevedere misure anti-dispersione e strategie di controllo per compensare lo sbilancio creato dalla presenza di aperture frequenti.