Domande frequenti

Domande di carattere generale

Per riscaldare un capannone di altezza inferiore ai 4 metri, il sistema di riscaldamento più efficace è rappresentato dalle termostrisce radianti, che permettono di riscaldare in modo uniforme l’ambiente, senza creare fenomeni di stratificazione.

Le termostrisce radianti EUTERM sono inoltre la soluzione ideale per locali in cui le lavorazioni e le concentrazioni dei materiali in deposito comportano la formazione di gas, vapori e/o polveri, che possono dare luogo ad incendi e/o esplosioni.

Per raffrescare l’intero capannone la soluzione ottimale è l’utilizzo di un sistema di raffrescamento evaporativo, che ti permette di raffrescare l’aria all’interno del capannone in modo naturale e con un importante risparmio energetico. La diffusione può essere fatta con diffusori a 4 e 6 vie oppure tramite tubazione microforata, in modo da rendere il comfort in ambiente il più uniforme possibile.

Se si dispone di un capannone di altezza inferiore ai 10 metri (ma superiore ai 5 metri) esistono diverse soluzioni efficaci di riscaldamento: prima tra tutte è sicuramente il sistema di riscaldamento a nastri radianti EUCERK, ideali per riscaldare capannoni di grandi dimensioni e garantire il giusto comfort ai propri dipendenti.
A seguire troviamo le termostrisce EUTERM, i moduli a tubi radianti EURAD e per finire i diffusori radianti EUCERAMIC, con cui è più facilmente realizzabile un riscaldamento a zone.

Per il raffrescamento estivo del capannone la soluzione più efficace, sostenibile ed economica è senza dubbio il sistema di raffrescamento adiabatico EUCOLD.

Per un capannone di altezza superiore ai 10 metri la soluzione di riscaldamento più efficace è un impianto a nastri radianti EUCERK, il quale garantisce una distribuzione omogenea del calore.
Se si desidera invece raggiungere in tempi rapidi le condizioni ottimali di comfort o si desidera un riscaldamento a zone la soluzione più efficace è rappresentata dai diffusori radianti EUCERAMIC.
Altre soluzioni efficaci per riscaldare capannoni in cui l’altezza di installazione dell’impianto è superiore ai 10 metri sono i moduli a tubi radianti a gas EURAD, anch’essi adatti per un riscaldamento a zone.

Per raffrescare in modo efficace e sostenibile le diverse aree di lavoro la soluzione ottimale è il sistema di raffrescamento adiabatico EUCOLD, disponibile in diversi modelli che, grazie alla loro versatilità, permettono un’installazione a tetto, a parete e a basamento con il collegamento del condotto dell’aria rispettivamente verso il basso, laterale, e verso l’alto.

Gli elementi principali che teniamo in considerazione per proporti la soluzione più efficace alle tue necessità sono:

• Il tipo di combustibile o fonte energetica che si ha a disposizione per l’impianto
• L’area complessiva da riscaldare (o raffrescare)
• Se è richiesto un riscaldamento a zone oppure uniforme su tutta l’area
• L’altezza ottimale a cui può essere installato l’impianto
• La quantità di ricambi d’aria presente nell’ ambiente da riscaldare o raffrescare
• Il grado di isolamento dell’edificio
• La temperatura interna di comfort richiesta

Per l’accensione di un impianto di riscaldamento o raffrescamento Carlieuklima puoi contattarci via mail; un nostro tecnico ti darà tutte le informazioni necessarie, ti metterà in contatto con un nostro centro assistenza autorizzato.

La manutenzione dipende dal tipo di impianto e dal tipo di utilizzo. Per maggiori informazioni sulle tempistiche di manutenzione ti consigliamo di contattarci inviando una mail ad assistenza@carlieuklima.it

La manutenzione, dipendente dal tipo di impianto installato, può essere eseguita da un vostro manutentore oppure da un nostro centro assistenza, che verrà personalmente ad esaminare l’impianto ed eseguirà le manutenzioni necessarie a garantire un corretto funzionamento del sistema nel tempo.

I pezzi di ricambio dei prodotti Carlieuklima sono reperibili presso i nostri Centri di Assistenza Autorizzati oppure direttamente presso di noi; per informazioni puoi scriverci ad assistenza@carlieuklima.it

Domande sul riscaldamento ad irraggiamento

L’irraggiamento è un fenomeno naturale di trasmissione dell’energia da un corpo a temperatura più alta ad un corpo a temperatura più bassa. Nel dettaglio, viene emessa energia sottoforma di onde elettromagnetiche, la cui intensità dipende dalla temperatura del corpo emittente. Essa viene assorbita dai corpi riceventi (persone, macchine, pavimento, pareti, scaffali, ecc…), che vengono quindi riscaldati.

Gli impianti vengono appesi al soffitto e/o alle pareti dell’ambiente da riscaldare, in modo tale da colpire direttamente e senza dispersioni il pavimento, i macchinari e le persone alle quali si desidera far arrivare il calore. Vengono fatti i calcoli appropriati in modo tale da concentrare il flusso solo dove serve, così da rendere l’impianto il più efficace ed efficiente possibile riducendo al tempo stesso il consumo elettrico e di combustibile.

I vantaggi sono molteplici: più comfort nel luogo di lavoro, minori dispersioni di calore nell’ambiente (l’aria calda va verso l’alto mentre l’irraggiamento viene concentrato nella zona desiderata), luoghi più salubri e sani (non sono presenti correnti d’aria e sollevamento di polveri), e maggiore sostenibilità rispetto ad un impianto a convezione.

Se ci sono pochi ricambi d’aria all’interno dell’ambiente di lavoro, la soluzione più efficace per riscaldare capannoni di altezza inferiore ai 10 metri è rappresentata dalle termostrisce radianti EUTERM e dai nastri radianti EUCERK.
Altra soluzione ottimale, in questo caso, è rappresenta dai moduli a tubi radianti EURAD.

Se invece si dispone di un’altezza superiore ai 10 metri con pochi ricambi d’aria le soluzioni possono diverse: i nastri radianti a gas EUCERK, le termostrisce EUTERM, i moduli a tubi radianti EURAD e i diffusori radianti EUCERAMIC.

Ogni caso viene poi studiato singolarmente perciò per avere informazioni più dettagliate e che rispondano alle tue esigenze ti consigliamo di contattarci. I nostri tecnici saranno a tua completa disposizione per darti tutte le specifiche di cui hai bisogno.

Domande sul raffrescamento evaporativo

Si tratta di uno scambio termico tra aria ed acqua che causa una parziale evaporazione dell’acqua ed un conseguente raffreddamento dell’aria. Poiché il fenomeno avviene sulla superficie di contatto tra questi due elementi, l’efficienza dello scambio termico è tanto maggiore quanto più ampia è la superficie di contatto tra essi. Un esempio tangibile degli effetti di tale fenomeno è la brezza fresca che possiamo percepire sulle rive di uno specchio d’acqua, dove c’è un continuo scambio termico che abbassa la temperatura dell’aria.

Scopri di più nel nostro articolo del blog: Raffrescamento evaporativo cos’è, come funziona e perchè sceglierlo. 

Perché si riesce ad avere un ottimo rapporto tra benefici e costi, sia dell’impianto che dell’operatività e manutenzione.

Con un impianto di raffrescamento evaporativo è possibile ricreare le condizioni per massimizzare lo scambio termico naturale aria-acqua e produrre una significativa portata d’aria fresca da immettere nei locali da climatizzare. Attraverso un sistema di canalizzazione studiato “ad hoc” è quindi possibile garantire le condizioni di massima miscelazione dei fluidi e una distribuzione mirata dell’aria negli ambienti caldi.

I due sistemi non sono paragonabili dal punto di vista delle prestazioni.
Un chiller rende disponibile energia termica sotto forma di acqua o fluido frigorigeno a bassa temperatura e le condizioni dell’ambiente esterno influenzano solo parzialmente la “quantità di freddo prodotta”.

La prestazione di un sistema di raffrescamento evaporativo, invece, è direttamente correlata alle condizioni termoigrometriche dell’aria esterna.
In questo caso, il consumo di energia impiegato rimane costante ed estremamente ridotto in tutto il range di lavoro, mentre la “quantità di freddo prodotta” può variare a seconda delle condizioni climatiche.

Scopri in modo più dettagliato le differenze cliccando qui

Un impianto di raffrescamento adiabatico è l’ideale per abbattere il carico termico sensibile di ambienti con dimensioni medio-grandi. Sebbene in determinate situazioni non si possano raggiungere prestazioni paragonabili a quelle di un impianto di climatizzazione con chiller, il beneficio in termini di comfort è comunque importante e i costi energetici sono decisamente inferiori.

In virtù del ridottissimo fabbisogno energetico richiesto, tale impianto risulta il compromesso ideale per permettere di mantenere condizioni di comfort termoigrometrico in linea con le esigenze di un ambiente produttivo nell’arco di tutta la stagione estiva.

Come già visto, il sistema opera grazie allo scambio termico che avviene tra aria ed acqua.
La movimentazione dell’aria avviene attraverso l’impiego di uno o più ventilatori che aspirano l’aria esterna, le permettono di attraversare i pannelli evaporativi carichi d’acqua e la convogliano ad un sistema di distribuzione canalizzato. Il fabbisogno elettrico dei ventilatori costituisce quindi il consumo prevalente del sistema.
Proprio per questo sono stati utilizzati ventilatori con specifiche caratteristiche fluidodinamiche ed un sistema di regolazione multi-velocità per limitare ulteriormente gli assorbimenti. Gli altri elementi quali la pompa, le valvole e il generatore di ozono determinano un consumo praticamente trascurabile, che può essere oltremodo ridotto nella modalità di funzionamento “free-cooling” (pompa di pescaggio dell’acqua inattiva).

Il sistema prevede l’installazione di una o più unità raffrescanti all’esterno dei fabbricati, poste in copertura, a parete o a livello del terreno ed un apposito sistema di distribuzione dell’aria.

Completano il sistema eventuali estrattori, serrande a gravità o finestrature ad apertura comandata utili a favorire l’espulsione dell’aria calda.

Per una maggiore efficienza degli impianti di raffrescamento adiabatici è necessario creare le condizioni per agevolare l’ingresso di aria fresca e l’espulsione contestuale di quella calda. A tal proposito è possibile sfruttare aperture quali finestre, porte e portoni per migliorare il rendimento complessivo e favorire anche il raffreddamento della copertura con conseguente abbattimento della componente radiante.

A volte risulta necessario utilizzare l’impianto anche durante le ore notturne, durante le quali risulta difficile se non impossibile mantenere i locali aperti. In questi casi è consigliabile installare sistemi passivi a sovrappressione o appositi dispositivi per l’estrazione forzata dell’aria.

I raffrescatori EUCOLD sono concepiti per poter funzionare in modo molto semplice. A partire da un sistema di base che prevede solamente l’accensione e lo spegnimento di ogni singolo raffrescatore tramite interruttori del tipo ON/OFF, è possibile arrivare alla gestione remota dell’intero impianto attraverso un’interfaccia centralizzata e la relativa rete cablata.

Quando l’impianto è corredato da un sistema di controllo centralizzato, il cliente ha il solo onere di configurare l’interfaccia utente con cui può impostare parametri quali ad esempio i set-point e le fasce orarie della programmazione settimanale. Tuttavia, attraverso la propria rete di Centri Assistenza Tecnica, Carlieuklima è in grado di offrire una personalizzazione ulteriore per la gestione dei cicli di pulizia dei pannelli evaporativi, delle tempistiche di ricambio acqua del serbatoio ed altri parametri atti a massimizzarne l’efficienza e ridurne i consumi.

Sì! In fase di definizione della soluzione impiantistica più adatta alle esigenze della committenza, vengono presi in considerazione anche gli aspetti legati alle modalità di gestione centralizzata dell’impianto. Nei casi in cui si renda necessario l’interfacciamento con un sistema di gestione generale pregresso e/o di ordine superiore, è certamente possibile integrare la gestione dei raffrescatori adiabatici EUCOLD.

Assolutamente sì. Le prestazioni degli impianti di reffrescamento adiabatici dipendono largamente dalle condizioni termoigrometriche dell’aria esterna e in particolar modo dal tasso di umidità relativa dell’aria.
Un elevato tasso di umidità, infatti, limita la “quantità di calore” asportabile attraverso lo scambio aria-acqua.
Tuttavia, nonostante si possa pensare che i valori di umidità relativa dell’aria nel corso delle ore diurne delle giornate estive siano elevati, ciò non è sempre vero, anzi: ad un aumento della temperatura dell’aria, corrisponde sempre una diminuzione del tasso di umidità relativa.

Ne possiamo avere una prova osservando i dati forniti dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano) relativi alle condizioni meteo orarie delle nostre città, dai quali si evince come nelle calde giornate estive i valori di umidità relativa siano più che accettabili. Il sistema si trova quindi a lavorare in condizioni favorevoli.

Nelle rare giornate in cui i valori di umidità esterna rimangono elevati anche nelle ore diurne, è plausibile che le prestazioni del sistema risultino limitate e che il salto termico a cui è soggetta l’aria “trattata” sia di pochi gradi. Tuttavia, il contributo fornito dall’impianto in termini di calore percepito rimane significativo. In tali condizioni estreme, infatti, l’abbassamento della temperatura ambiente di qualche grado apporta comunque evidenti benefici in termini di comfort.

Diverso è il discorso per le ore serali e notturne, in cui il tasso di umidità tende a crescere. In tali condizioni, il sistema sfrutta direttamente le temperature miti dell’aria esterna, immettendola in ambiente senza necessità di raffreddarla e quindi senza utilizzo di acqua (modalità free-cooling).

 

In condizioni di utilizzo tipiche per un edificio a destinazione d’uso industriale, il sistema di raffrescamento adiabatico prevede l’immissione in ambiente di grandi volumi d’aria raffrescata (10÷15 ricambi/ora). Tenendo in considerazione le tolleranze legate alla diffusione dell’aria in ambiente, è plausibile aspettarsi temperature molto vicine a quelle di immissione (si veda il prospetto delle prestazioni delle unità EUCOLD 530) nelle zone in cui vi sia un flusso diretto di aria trattata ed una temperatura leggermente più elevata con minore umidità relativa nelle aree circostanti (anche a causa del carico termico dovuto a macchinari, illuminazione ecc.).

Per poter determinare il corretto abbassamento della temperatura è importante tenere in considerazione che esso è influenzato dalla percentuale di umidità presente nell’aria in entrata. Più la giornata è calda e secca (quindi con una percentuale bassa di umidità) più elevate saranno le prestazioni dell’impianto di raffrescamento. Viceversa, con l’aumentare del tasso di umidità, l’efficienza si abbasserà.
Facciamo un esempio pratico: un’aria esterna di 32 °C con un grado di umidità pari al 45% potrà raffrescarsi anche di 8-10 °C, immettendosi nell’ambiente di lavoro ad una temperatura pari a 24 °C circa.

Scopri di più qui: Quanto abbassa la temperatura un raffrescatore evaporativo 

Nella fase di dimensionamento del sistema si prendono in considerazione i dati climatici orari della località in cui si desidera installare l’impianto, individuando delle plausibili condizioni medie di lavoro e le conseguenti prestazioni attese per le unità raffrescanti.

Parallelamente si rende necessario individuare il carico termico che caratterizza i locali da raffrescare, alla cui determinazione concorrono principalmente l’irraggiamento solare (attraverso copertura, pareti ed elementi trasparenti) e la componente endogena legata alla potenza elettrica dissipata dalle macchine operatrici.

A questo punto è possibile valutare il numero di unità raffrescanti da installare ed il dimensionamento del sistema di distribuzione dell’aria anche in base a considerazioni relative a specifiche condizioni micro-localizzate con le relative tolleranze.

Nella stagione invernale in cui la temperatura interna è maggiore di quella esterna, i canali di distribuzione potrebbero convogliare l’aria ambiente verso le unità raffrescanti, causando una dispersione di calore. Per impedire l’instaurarsi di tale flusso, è possibile utilizzare un’apposita copertura che, oltre ad impedire il passaggio dell’aria (sigillando di fatto il passaggio) contribuisce a proteggere l’unità dagli agenti atmosferici.

Qualora fosse necessario utilizzare l’impianto anche d’inverno per garantire la minima portata d’aria di rinnovo (ai sensi del DLgs 81/08), esso continuerà ad operare in modalità di sola ventilazione ed il circuito idrico verrà svuotato per prevenire il congelamento dell’acqua in esso contenuta.

Per una corretta e completa manutenzione, le unità raffrescanti devono essere sottoposte a pulizia con frequenza quantomeno annuale. In condizioni in cui la durezza dell’acqua di alimentazione fosse particolarmente elevata, è consigliabile controllare più spesso lo stato dei pannelli evaporativi per scongiurare la formazione di calcare e mantenere quindi l’efficacia di scambio aria-acqua.

In generale è buona norma prevedere di raggiungere le unità almeno due volte l’anno, in occasione del primo avviamento stagionale per rimuovere il telo di protezione e della messa fuori servizio invernale per riposizionarlo.

Il sistema non prevede l’impiego di fluido frigorigeno e di conseguenza non è necessaria alcuna certificazione F-Gas da parte del manutentore.

Domande sul fungo riscaldante da esterno Lido

Il fungo da esterno Lido riscalda uno spazio esterno di 20 massimo 25 m2. Ha una potenza minima di 6.5 kW e una potenza massima di 13 kW.

Se impostato alla massima potenza la bombola di gas di 15 kg ha una durata massima di 20 ore consecutive.

Diversi sono i fattori da valutare per scegliere il riscaldatore più adatto alle tue esigenze. Primo tra tutti è necessario capire quanti mq dobbiamo riscaldare e quale fonte di alimentazione intendiamo utilizzare. Smarcati questi due aspetti fondamentali dobbiamo concentrarci sull’aspetto estetico del prodotto, la sua qualità e il prezzo. È fondamentale scegliere un fungo riscaldante che si integri con lo stile del nostro dehors per ricreare un’atmosfera suggestiva che attiri i clienti.

Con una potenza minima di 6.5 kW un fungo riscaldante a gas funzionante a GPL consuma in media 0.38 kg/h. Mentre con una potenza massima di 13 kW consuma un massimo di 0,77 kg/h.