Home / 6 dubbi sul raffrescamento evaporativo

Con l’attuazione del Green Deal Europeo le aziende devono ripensare ai processi produttivi per ridurre sempre di più le emissioni di COin atmosfera. Questo aspetto include anche il modo in cui le fabbriche e gli ambienti di grandi dimensioni vengono raffrescate e ventilate.

Il raffrescamento adiabatico in questo caso rappresenta la soluzione ideale per raffrescare in modo consapevole gli spazi di lavoro, senza andare ad influire ulteriormente sull’impatto ambientale.

Ciò nonostante, molti imprenditori e responsabili di produzione rimangono scettici davanti a questa alternativa ai classici sistemi di climatizzazione. Le loro principali perplessità derivano da una scarsa conoscenza dell’argomento e dalla difficoltà di pensare a soluzioni differenti rispetto a quelle che sono abituati a vedere quotidianamente.

In questo articolo andiamo ad affrontare i principali dubbi sul raffrescamento evaporativo che molto spesso ci vengono esposti, dando una risposta chiara e dettagliata per dissolvere ogni perplessità.

Indice dei contenuti

Il raffrescamento adiabatico crea umidità

Una delle convinzioni sbagliate sul raffrescamento adiabatico è che crei umidità all’interno degli ambienti di lavoro, trasformando il clima interno in un clima “subtropicale”, dannoso per la salute dei lavoratori.

Il raffrescamento adiabatico, basando il proprio funzionamento sul principio naturale dell’evaporazione dell’acquaarricchisce l’aria della giusta percentuale di umidità, rendendola respirabile, salubre e non troppo secca. L’aria prodotta dai classici sistemi di climatizzazione è eccessivamente asciutta e quindi dannosa per la salute, in quanto provoca una fastidiosa sensazione di secchezza agli occhi, che a lungo andare può causare mal di gola, raffreddori e conseguente riduzione di produttività.

Ricordiamo, inoltre, che gli impianti di raffrescamento funzionano in maniera ottimale con portoni e finestre aperte, le quali permettono un continuo ricambio d’aria.

Focus sulle officine meccaniche

Nelle officine meccaniche in cui si effettuano lavorazioni metalliche anche di precisione, si ritiene che i raffrescatori non si possano installare, in quanto creano umidità e un clima “subtropicale” all’interno degli ambienti di lavoro. Si crede inoltre che sui componenti metallici si possa formare condensa, rovinandoli e facendoli arrugginire con il tempo. 

È importante sottolineare che la percentuale di umidità che esce dal diffusore in ambiente, direttamente collegato al raffrescatore esterno, non è quella che effettivamente arriva a terra. Essa, infatti, si miscela con la più bassa umidità presente nell’ambiente in quel momento, e fa arrivare a terra un valore intermedio del tutto trascurabile sia per i macchinari che per le componenti metalliche.

Oltre ciò va specificato che, in condizioni normali, la condensa si forma quando si trasferisce un componente freddo all’interno di un ambiente caldo e umido. Nel caso dei componenti metallici in questione, essi si trovano già all’interno di un ambiente caldo, quindi non c’è cambiamento di stato, semplicemente una riduzione di temperatura con leggero innalzamento dell’umidità.

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Il raffrescamento evaporativo non è sostenibile

Il raffrescamento evaporativo utilizza il principio naturale dell’evaporazione dell’acqua per raffrescare l’aria. Esso non utilizza infatti alcun gas refrigerante, tra i principali protagonisti dell’effetto serra.

Inoltre, Il raffrescamento adiabatico necessita per il suo funzionamento di una quantità nettamente inferiore di energia elettrica rispetto ai tradizionali sistemi di climatizzazione, pari ad un -75÷85% di fabbisogno elettrico rispetto al sistema frigo. L’elettricità viene impiegata solamente per il funzionamento della ventola. Un notevole risparmio energetico e di conseguenza economico!

Molti possono pensare che il raffrescamento adiabatico disperda molta acqua, senza però considerare che durante il processo di evaporazione quest’ultima non viene sprecata ma evapora, ritornando all’ambiente attraverso processi naturali, quali ad esempio precipitazioni, nebbie, ed altri simili. Rimessa in ambiente, farà nuovamente parte del ciclo idrologico.

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Il raffrescamento adiabatico non è efficace in un clima umido

Le prestazioni degli impianti di raffrescamento adiabatico dipendono strettamente dalle condizioni dell’aria esterna e, in particolar modo, dall’ umidità relativa dell’aria.

Un elevato tasso di umidità, infatti, limita la “quantità di calore” asportabile attraverso lo scambio aria-acqua. Nonostante si possa pensare che i valori di umidità dell’aria nel corso delle giornate estive siano elevati, ciò non è sempre vero, anzi: ad un aumento della temperatura dell’aria, corrisponde sempre una diminuzione del tasso di umidità. Il sistema di raffrescamento si trova quindi a lavorare in condizioni favorevoli.

Nelle rare giornate in cui i valori di umidità esterna rimangono elevati anche nelle ore diurne, le prestazioni del raffrescatore risultano leggermente limitate e il salto termico a cui è soggetta l’aria “trattata” è di pochi gradi. Tuttavia, il contributo fornito dall’impianto in termini di calore percepito rimane significativo. In tali condizioni estreme, infatti, l’abbassamento della temperatura ambiente di qualche grado apporta comunque evidenti benefici in termini di comfort, benessere psicofisico dei lavoratori e sicurezza.

Un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è che, al variare della temperatura esterna, il consumo di energia per un funzionamento efficace rimane comunque invariato. Ciò non avviene invece con i classici sistemi di climatizzazione, dove al crescere della temperatura esterna aumenta il consumo di energia elettrica impiegata per il loro funzionamento.

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Il raffrescamento evaporativo abbassa la temperatura di pochi gradi

Come accennato nelle righe precedenti l’efficienza di un impianto di raffrescamento evaporativo dipende dalle condizioni climatiche esterne, prima tra tutte dalla percentuale di umidità presente nell’aria.

Sulla base di questo concetto possiamo capire come un flusso d’aria secca e calda in entrata (quindi priva di umidità) sia molto più facile da raffreddare piuttosto di un’aria calda e ricca di umidità.

Fatta questa premessa possiamo affermare che, passando attraverso un raffrescatore evaporativo, un’aria esterna di 32 °C con un grado di umidità pari al 45% potrà raffrescarsi anche di 8-10 °C, immettendosi nell’ambiente di lavoro ad una temperatura pari a 24 °C circa.

Un abbassamento considerevole che aumenta il comfort e il benessere all’interno degli ambienti di lavoro, incrementando di conseguenza anche la produttività dei dipendenti e la loro sicurezza.

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Il raffrescamento non è salutare

Il raffrescamento adiabatico utilizza principalmente aria fresca esterna e acqua per raffrescare. In molti pensano che il processo di raffrescamento non sia salutare, in quanto l’aria che viene raccolta dall’esterno può essere potenzialmente ricca di batteri. Ad aumentare la loro perplessità si aggiunge la presenza dell’acqua, la quale passa attraverso i pannelli evaporativi. Si crede, infatti, che quest’ultimi restando bagnati, rappresentano il luogo ideale per la proliferazione di muffe e batteri.

Se da una parte queste perplessità possono essere fondate, è fondamentale sapere che i raffrescatori evaporativi sono provvisti di filtri anti-polvere, utili a bloccare l’entrata di pollini e altre sostanze potenzialmente dannose presenti nell’aria.

Gli impianti di raffrescamento sono inoltre dotati di un sistema di ozonizzazione dell’acqua, dispositivo indispensabile per mantenere salubre l’acqua ed evitare la proliferazione di virus e batteri all’interno della vasca dell’acqua.

Infine, i raffrescatori eseguono ad intervalli regolari con periodicità programmabile un ciclo di autolavaggio per garantire la pulizia dei pannelli evaporanti e del circuito di raffrescamento.

Quando il raffrescatore si spegne, viene eseguito un ulteriore ciclo di lavaggio e svuotamento per prevenire ristagni d’acqua. Questo processo ripetitivo impedisce la cristallizzazione dei minerali ed elimina la proliferazione di muffe e batteri all’interno del sistema, garantendo l’emissione di aria fresca e salubre.

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Il raffrescamento adiabatico può causare la legionella

La legionella è un batterio in grado di sopravvivere in acqua, soprattutto se stagnante; esso causa una malattia che si trasmette per via aerea e che colpisce prevalentemente il sistema respiratorio con diverse forme di polmonite.

La diffusione di tale batterio avviene attraverso la nebulizzazione di acqua eventualmente “contaminata”: le goccioline trasportate in ambiente diventano il vettore per il trasporto delle spore.

L’obiettivo dell’ozonizzazione è quindi quello di impedire la proliferazione delle colonie batteriche, garantendo che il contenuto del serbatoio rimanga costantemente sanificato e che nessun componente patogeno venga diffuso all’ambiente raffrescato.

Questo significa che negli ambienti nei quali è presente un impianto di raffrescamento evaporativo, correttamente mantenuto, il personale non corre alcun rischio Legionellosi.

Ricordiamo, inoltre, che eseguire la corretta manutenzione pre e post stagionale dei raffrescatori, oltre che ad appurare lo stato di integrità di quest’ultimi, serve proprio a prevenire fenomeni di proliferazione di questi batteri.

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Conclusione

In conclusione, il raffrescamento evaporativo rappresenta una soluzione sostenibile, efficiente e sicura per il raffrescamento degli ambienti di lavoro. Grazie alla sua capacità di ridurre le temperature senza impattare negativamente sull’ambiente e sulla salute dei lavoratori, questo sistema offre numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali impianti di climatizzazione. Sfatare i falsi miti legati a questa tipologia di impianti è fondamentale per permettere alle aziende di fare scelte più consapevoli e in linea con gli obiettivi del Green Deal Europeo.

Se sei interessato a scoprire come il raffrescamento evaporativo può migliorare il comfort e l’efficienza del tuo ambiente di lavoro, tutelando la salute e la sicurezza dei lavoratori e al tempo stesso aumentare la loro produttività, non esitare a contattarci.